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Terragnolo
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top
mwiaTerragnolo (mwiqTeragnól in mwigdialetto trentino,cite-ref-5[5]cite-ref-0-6-0[6] mwkwLaimtal in mwlacimbrocite-ref-cimbro-7-0[7]) è un mwmqcomune italiano di mwmg710 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwnwprovincia di Trento nella mwoaVal Terragnolo, ai piedi del monte mwoqPasubio. Si tratta di un mwogcomune sparso, con sede nella frazione mwowPiazza, e fa parte della mwpaComunità della Vallagarina.
Contents
• Toponimo
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Cucina
• Frazioni
• Note
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Geografia fisica
Terragnolo, collocato nell'omonima valle percorsa dal mwqatorrente Leno di Terragnolo, si incunea a nord-est di mwqqRovereto, tra il massiccio del Col Santo-Pasubio ed i monti mwqgFinonchio e mwqwMaggio, fino al valico della mwraBorcola, al confine con la mwrqprovincia di Vicenza. Piazza, la sede comunale, dista circa 12mwrg km da Rovereto e circa 10mwrw km dal Passo della Borcola.
Toponimo
Storia
I primi insediamenti e l'età moderna
Un'ascia dell'mwyqetà del bronzo, trovata nel 1920 nelle vicinanze del Passo della Borcola, è la prima testimonianza della presenza o meglio del passaggio dell'uomo sul territorio comunale. Fino al mwygMedioevo la valle sembra essere stata frequentata solo da cacciatori e pastori. Anche alcune monete d'mwywepoca romana venute alla luce non confermano l'ipotesi di un insediamento stabile.cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]
Documentato è invece l'insediamento nel XIII secolo da parte di coloni tedeschi. Chiamati dai mwbqprincipi vescovi di Trento, a partire da mwbgFederico Vanga, e i loro mwbwvassalli come i Lizzana e i mwcaCastelbarco a dissodare la valle. Il nome mwcqTerregnolo appare la prima volta in un documento del 1263.cite-ref-12[12]
Nel XV secolo, dopo la conquista mwdwveneziana di Rovereto nel 1416, anche Terragnolo passò sotto il dominio della Serenissima. I Veneziani iniziarono un intenso commercio di legname ma nonostante ciò a metà del XV secolo la valle era ancora scarsamente abitata e contava all'incirca 100 abitanti. Con il commercio di legname la popolazione di origine tedesca fu però maggiormente costretta ad aprirsi al mondo esterno. Questa apertura è evidenziata dal fatto che la vecchia lingua parlata dai coloni tedeschi subì sempre di più l'influenza del volgare, registrando la completa assimilazione.cite-ref-13[13]cite-ref-mastrellianzilotti-1-14-0[14]
Dopo la sconfitta dei veneziani nella mwgqbattaglia di Agnadello nel 1509 e il loro successivo ritiro dal Trentino meridionale, Terragnolo ritornò sotto il dominio dell'mwggArciduca d'Austria mwgwMassimiliano I. Gli asburgici lasciarono intaccati i privilegi concessi dai Veneziani. Successivamente i Terragnoli riuscirono a costituire anche una forma di autogoverno, la mwhaRegola di Terragnolo. La Regola gestì la proprietà collettiva della comunità che fu fondamentale per la sopravvivenza di una popolazione basata soprattutto su un'mwhqeconomia di sussistenza. La proprietà collettiva riguardò innanzitutto le foreste e le malghe ma anche alcuni diritti come quello della mwhgfluitazione sul Leno.cite-ref-15[15]
Con il lento ma costante aumento della popolazione su un terreno di scarsa produttività per causa soprattutto collegate alle condizioni geografiche, si fece sentire un altro fenomeno sociale che caratterizzò la storia di Terragnolo, l'mwjaemigrazione. L'emigrazione, che attaccò ulteriormente l'isolamento culturale, e si intensificò dal XVII secolo quando si iniziò ad andare a lavorare a Rovereto nell'industria della seta, dopo che l'epidemia della mwjqpeste del 1630 aveva drasticamente diminuita la mano d'opera.cite-ref-mastrellianzilotti-1-14-1[14]
L'età contemporanea
La situazione economica si aggravò ulteriormente nel corso del XIX secolo. Le cause furono soprattutto esterne come la sospensione delle Regole nell'mwnaera napoleonica, i dazi doganali introdotti dopo l'annessione della mwnqLombardia e del mwngVeneto al costituendosi mwnwRegno d'Italia, l'alluvione del 1882 che colpì le foreste e la comparsa dell'mwoaafta epizootica alla fine dell'ottocento che decimò il già scarso numero di bestiame. La popolazione non si limitò più a emigrare stagionalmente come fecero i lavoratori impiegati nella costruzione delle ferrovie nell'mwoqImpero austro-ungarico che ritornarono a fine stagione in valle, ma ebbe anche inizio la emigrazione permanente. Le difficili condizioni di vita sono evidenziate dal fatto che la mwogpellagra, una malattia di mwowmalnutrizione causata da una alimentazione prevalentemente basata sul grano turco, si fece largamente strada a Terragnolo. Il comune di Terragnolo risultò il comune più colpito in tutto il Trentino e per questo diventò uno dei principali campi di lotta contra la pellagra, portata avanti dal medico roveretano mwpaGuido de Probizer, nominato in seguito anche cittadino onorario del comune.cite-ref-16[16]cite-ref-17[17]
Allo scoppio della mwrgprima guerra mondiale nell'agosto 1914 gli uomini tra i 21 e i 42 anni furono chiamati alle armi, con la divisa dell'esercito austro-ungarico e inviati sul mwrwfronte orientale dove morì una buona parte di loro nei primi mesi della guerra. La popolazione rimasta a casa, soprattutto donne, vecchi e bambini fu in parte militarizzata e impiegata nella costruzione di opere militari lungo il confine con il Regno d'Italia fino alla primavera del 1915. Il 23 maggio 1915 con la dichiarazione di guerra italiana all'Austria-Ungheria anche queste persone dovettero lasciare la valle. Iniziò la mwsadiaspora e i Terragnoli furono evacuati prima in mwsqBoemia e mwsgMoravia e poi raggruppati nel campo di mwswMitterndorf in mwtaBassa Austria. La vita a Mitterndorf fu una vita di privazioni e sofferenze. A fine guerra si contarono oltre 450 morti tra gli internati tra cui oltre 160 bambini sotto i cinque anni.cite-ref-18[18]
Quando la popolazione rientrò tra il 1918 e il 1919 nelle loro case, trovò una valle devastata. Le abitazioni distrutte o danneggiate, i poveri averi depredati dai militari, i campi, i prati e le foreste segnati dalle azioni belliche o dalle trincee o da altre opere militari. In questi primi anni del dopoguerra il lavoro di mwugrecuperante diventò per tanti unica fonte di guadagno. Ma anche l'emigrazione si fece di nuovo sentire ed iniziò un calo demografico dovuto al fattore emigratorio che segnò la storia del comune per tutto il XX secolo. Negli anni Venti furono la mwuwFrancia e il mwvaBelgio le mete preferite per gli emigranti. La situazione cambiò negli anni Trenta dopo l'introduzione di disposizioni più restrittive dell'emigrazione da parte del mwvqregime fascista. Fino alla mwvgseconda guerra mondiale si emigrò soprattutto all'interno del paese nelle città dell'mwvwItalia settentrionale e in modo minore nelle mwwacolonie italiane.cite-ref-19[19]
Il flusso emigratorio interrotto durante la Seconda guerra mondiale riprese negli anni Cinquanta in direzione mwxgSvizzera e mwxwGermania Federale per dirigersi dagli anni Sessanta all'interno della Provincia Autonoma di Trento, soprattutto nei centri urbani della provincia.
Simboli
Stemma
«
Troncato
: di rosso all'
ascia
e alla vanga d'oro, manicate dello stesso, poste in croce di S. Andrea; d'argento, al
tarabuso
al naturale, fermo in uno specchio d'acqua d'azzurro, posto in punta. Corona: Murale di Comune. Ornamenti: A destra una fronda d'alloro fogliata al naturale fruttata di rosso, a sinistra una fronda di quercia ghiandifera al naturale legate da un nodo d'oro.»
La parte superiore ha il campo di colore rosso, per ricordare le sofferenze patite durante la prima guerra mondiale; l'ascia è un riferimento alle antiche origini romane e ai primi abitanti boscaioli che vissero nella zona; la vanga ricorda le successive popolazioni cimbre che con il loro tenace lavoro dissodarono questa terra. Nella parte inferiore il campo d’argento rappresenta il territorio coperto dalla neve invernale, che si eleva dal fondo della valle in cui scorre il torrente Leno (azzurro). Il tarabuso, uccello migratore che vola solo quando ne è costretto e che torna a nidificare nei posti a lui cari, ricorda il destino di tante generazioni costrette a lasciare il territorio per cercare migliore fortuna.cite-ref-22[22]
Gonfalone
«Drappo, nella metà superiore di bianco
mantellato
di rosso, nella metà inferiore di bianco in
calzato
d'argento con banda e sbarra d'azzurro sopra le partiture recante, al centro lo stemma comunale munito dei suoi ornamenti, sovrastante la scritta "Comune di Terragnolo", terminante a coda di rondine, frangiato d'oro e di azzurro ed appeso ad un bilico con cinque merli guelfi mediante un cordone d'argento guarnito di analoghe nappe.»
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• mw8aChiesa dei Santi Pietro e Paolo, a mw8qPiazza
• mw8wChiesa dell'Immacolata, a Zoreri
• Chiesa della Madonna del Buonconsiglio, a Scottini. La chiesetta fu eretta nel 1889, il campanile invece nel 1931.
Fino al 1968 si poteva ammirare un quadro raffigurante la Madonna del Buonconsiglio, dopo però venne sostituito da una statua. Internamente si può leggere la frase: "Madonna del Buonconsiglio benedici e proteggi i devoti tuoi figli delle frazioni Scottini, Potrich, Pornal, Dieneri che colle generose offerte dei buoni e con grandi stenti, oggi 3 settembre 1899, esultanti in tuo onore, questo nuovo sacro piccolo tempio solennemente dedicano".
• Chiesetta di San Rocco, a Puechem. Nella frazione di Puechem tra il 1836 e il 1855 infuriò il colera che fece molte vittime. La popolazione invocò il Santo e alla fine dell'epidemia venne eretta questa chiesetta. Venne benedetta nel 1856 e restaurata nel 1900. Al suo interno si trova un altarino e un affresco raffigurante mw-aSan Rocco e san Sebastiano:'
• Chiesa della Madonna di Caravaggio, a Geroli. È la seconda chiesa più recente del comune, venne costruita infatti nel 1925. Internamente si trova un altarino con sovrastante il quadro della mw-gMadonna. È una chiesa piccola e semplice con un semplice campanile
• Chiesa dei Santi Nicolò e Colombano, San Nicolò. Da documenti in possesso delle Curia di Trento risulta che la chiesa fu costruita in un periodo compreso tra il 1300 e il 1470, venne consacrata il 30 aprile del 1636, eretta a curazia nel 1777 e restaurata nel 1780, 1823 e 1932. È piuttosto piccola e al suo interno si trova un altare ed a sinistra la statua di mw-aSan Nicolò. Nel lato sud si trova anche un piccolo cimitero, ormai in disuso da anni a causa dello spopolamento della frazione.
• Chiesa della Madonna del Carmine, a Valduga. La chiesetta fu costruita nel 1769, come riporta un sasso sopra al portale. Internamente si trova un altare ed in una nicchia la statua della mw-gMadonna; sulla volta si possono osservare quattro affreschi: la mw-wSperanza, la mwaqaGiustizia, la mwaqeFede e la mwaqiCarità.
• mwaqqChiesa di Santa Maria Maddalena, Maureri-Camperi. Chiesa documentata nel 1377 e riedificata nel 1631. All'interno si trovano diverse pitture e affreschi del periodo giottesco.
• Chiesetta di San Giuseppe, a Geroli. Da documenti della Curia si presume edificata prima del 1750. Internamente presenta tracce di affreschi di diversi santi ed un altarino. Di proprietà dei baroni Malfatti.
• Chiesetta degli Alpini, a Passo Borcola. Questa è la chiesa più recente del comune, costruita nel 1968. Internamente si trova un altare in marmo e una statua della mwaqcMadonna pellegrina. Esternamente alla chiesa è scolpita la massima di Ugo Foscolo: «A egrege cose l'anima accende l'urne dei forti».
Architetture civili
• Segheria veneziana, a Sega
Società
Evoluzione demografica
Lingue e dialetti
Parte della popolazione parla un mwar0dialetto cimbro, detto localmente "slaper(o)" o "slambròt". Nonostante la quasi totale scomparsa dell'idioma, secondo il mwar4censimento del mwar82021cite-ref-24[24] l'89,8% della popolazione si è dichiarata di mwasqlingua italiana mentre il 10,2% appartenente al gruppo di mwasulingua cimbra.
Cultura
Cucina
In questa valle aspra, i cittadini in antichità hanno creato il mwaskfanzelto: un piatto molto simile all'omelette, con la differenza che è prodotto con il grano saraceno. Questo piatto si sposa molto bene anche con i formaggi di malga.
Geografia antropica
Frazioni
Il comune di Terragnolo è formato da 33 frazioni: San Nicolò, Fontanelle, Valduga, Valgrande, Perini, mwas0Piazza (sede comunale), Dosso, Maureri, Rovri, Pedrazzi, Peltreri, Puechem, Pergheri, Stedileri, Valle, Zencheri, Castello, Croce, Costa, Camperi, mwas4Geroli, Pinterreno, Ghesteri, Sega, Scottini, Pornal, Potrich, Dieneri, Zoreri, Soldati, Baisi, Incapo, Campi.cite-ref-comuniecitta-it-2-1[2]
I nuclei abitati sono prevalentemente collocati sulla sponda destra del torrente Leno. Solo le frazioni Geroli, Pinterreno e Ghesteri si trovano sulla mwatqsinistra orografica della valle. Il nucleo abitato di San Nicolò a 398mwatu m può essere considerato invece l'unica frazione insediatosi nel fondovalle, anche se le case si trovano orientati verso il fianco montuoso per non essere colpite dalle piene del Leno. La sua posizione si spiega dal fatto che in passato il Leno fu utilizzato per la mwatyfluitazione del legno proprio fino a San Nicolò, visto che la valle poco dopo si restringe fino a diventare una mwatcforra. A San Nicolò il legname fu poi caricato sui carri e da qui trasportato a Rovereto. Le frazioni di Scottini e Pornal, rispettivamente a 1140 e 1150mwatg m, sono invece i due nuclei abitati più alti del comune. La maggior parte dei abitati si trova invece tra i 700 e 900mwatk m.cite-ref-25[25]
Piazza
È la sede comunale e delle principali attività commerciali; inoltre vi è ubicato il plesso scolastico.
Geroli
Si trova sulla sponda sinistra del fiume Leno. Nella frazione si trova un'area faunistica e un mwauicimitero militare della mwaumprima guerra mondiale.
Infrastrutture e trasporti
Sulla sponda destra del Leno corre la mwauymwaucSP 2 Rovereto-Folgaria, che conduce a Rovereto e mwaugFolgaria; inoltre dalla frazione Piazza inizia la mwaukmwauoSP 138 della Borcola che collega Terragnolo alla Provincia di Vicenza passando per il mwausmwauwPasso della Borcola.
Terragnolo è servito dalla linea 315 (mwau4Rovereto-Terragnolo-Serrada-Folgaria) effettuata da mwau8Trentino Trasporti.
Amministrazione
Sindaci di Terragnolo dal 1912
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1912 | 1918 | Alberto Folgarait | | Capo Comune | |
| 1919 | 1924 | Giuseppe Borz | | Sindaco | |
| 1925 | 1925 | Domenico Diener | | Sindaco | |
| 1926 | 1927 | Arturo Belli | | Podestà | |
| 1927 | 1928 | Pio Garduni | | Comm. pref. | |
| 1928 | 1929 | Sebastiano Probizer | | Podestà | |
| 1930 | 1930 | Aldo Trevenzoli | | Comm. pref. | |
| 1931 | 1931 | Lodovico Dalbosco | | Comm. pref. | |
| 1931 | 1935 | Antonio Costa | | Podestà | |
| 1936 | 1938 | Vigilio Frizzera | | Comm. pref. | |
| 1938 | 1940 | Vittorio Rocchetti | | Podestà | |
| 1944 | 1945 | Alberto Mattuzzi | | Comm. pref. | |
| 1945 | 1945 | Gino Gerola | | Sindaco | |
| 1945 | 1946 | Elio Valle | | Sindaco | |
| 1946 | 1948 | Vittorio Mattuzzi | | Sindaco | |
| 1948 | 1950 | Remo Albertini | | Sindaco | |
| 1950 | 1954 | Giuseppe Stedile | | Sindaco | |
| 1954 | 1961 | Luigi Sbop | | Sindaco | |
| 1962 | 1962 | Danilo Sannicolò | | Sindaco | |
| 1963 | 1963 | Lino Borz | | Sindaco | |
| 1963 | 1966 | Luigi Peterlini | | Sindaco | |
| 1967 | 1985 | Guglielmo Valduga | | Sindaco | |
| 3 luglio 1985 | 24 maggio 1990 | Guglielmo Valduga | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 24 maggio 1990 | 5 giugno 1995 | Danilo Gerola | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 5 giugno 1995 | 15 maggio 2000 | Danilo Gerola | Lista civica | Sindaco | |
| 15 maggio 2000 | 9 maggio 2005 | Danilo Gerola | Lista civica | Sindaco | |
| 9 maggio 2005 | 18 maggio 2010 | Danilo Gerola | Lista civica | Sindaco | |
| 18 maggio 2010 | 10 maggio 2015 | Maria Teresa Succi | Lista civica | Sindaco | |
| 10 maggio 2015 | 18 settembre 2020 | Lorenzo Galletti | Lista civica | Sindaco | |
| 18 settembre 2020 | 11 ottobre 2021 | Nerio Giovanazzi | | Comm. straord. | |
| 11 ottobre 2021 | in carica | Massimo Zenatti | Lista civica | Sindaco | |
Gemellaggi
• Bento Gonçalves (Rio Grande do Sul), dal 2007. Bento Gonçalves fu alla fine dell'800 destinazione di tanti migranti dei comuni oggi appartenenti alla Comunità della Vallagarina, tra cui il comune di Terragnolo.cite-ref-26[26]
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaxmmwaxqmwaxuBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaxydemo.istat.it, mwaxcISTAT.
cite-note-comuniecitta-it-22. mwax0mwax4mwax8Comune di Terragnolo - Statuto (mwayamwayePDF), su mwayicomuniecitta.it.
cite-note-divamm-sismica-31. mwayymwaycmwaygClassificazione sismica (mwaykmwayoXLS), su mwaysrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-42. mway8mwazamwazeTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwazimwazmPDF), in mwazqciterefmwazuLeggemwazy mwazc26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwazgAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwazk 151. mwazoURL consultato il 25 aprile 2012 mwazs(archiviato dall'mwazwurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-55. ↑ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, mwaaaDizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
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cite-note-cimbro-77. ↑ mwaawmwaa0mwaa4Terragnolo cimbra - Laimtal zimbar, su mwaa8pasubio.info.
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cite-note-2020. ↑ mwafoBollettino ufficiale della Regione Autonoma Trentino - Alto Adige n. 26 del 09/06/1987, pp. 2024-2025.
cite-note-2121. ↑ mwaf4Comune di Terragnolo, mwaf8mwagaStatuto comunale (mwagemwagiPDF), Art. 4 Segni distintivi.
cite-note-2222. ↑ mwagymwagcmwaggLo stemma/logo e il gonfalone del Comunale di Terragnolo, su mwagkComune di Terragnolo. mwagoURL consultato il 19 agosto 2023.
cite-note-2323. ↑ Dati tratti da: mwag4mwag8mwahamwahemwahiPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwahmmwahqPDF), su mwahuebiblio.istat.it, mwahyISTAT. mwahcmwahgmwahkmwahoPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwahsesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-2424. ↑ mwaiamwaiemwaiiRilevazione sulla consistenza e la dislocazione territoriale degli appartenenti alle popolazioni di lingua ladina, mòchena E cimbra Anno 2021 (mwaimmwaiqPDF).
cite-note-2626. ↑ mwai4mwai8mwajaGemellaggi, su mwajecomune.villalagarina.tn.it. mwajiURL consultato il 5 settembre 2013 mwajm(archiviato dall'mwajqurl originale l'8 febbraio 2012).
Bibliografia
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• citerefbraga-1990Giampietro Braga, Le valli del Leno: Vallarsa e valle di Terragnolo, Verona, Nuova grafica Cierre, 1990, ISBN non esistente.
• citerefmastrelli-anzilotti-1984Giulia Mastrelli Anzilotti, Due isole linguistiche di origine tedesca nel Roveretano: Vallarsa e Terragnolo, collana Le isole linguistiche di origine germanica nell’Italia settentrionale, Roana, Istituto di Cultura Cimbra, 1984.
• citerefmastrelli-anzilotti-2003Giulia Mastrelli Anzilotti, Toponomastica trentina: i nomi delle località abitate, Trento, Provincia autonoma di Trento. Servizio beni librari e archivistici, 2003, ISBN 978-88-86602-56-3.
• citerefmatteviLaura Mattevi, La geografia antropica della Valle di Terragnolo, Rovereto, Comune di Terragnolo, 2008, ISBN non esistente.
• citerefprosserItalo Prosser, Guido de Probizer (1849-1929) e la lotta alla Pellagra, collana Ciclo di conferenze Una galleria di ritratti: l'Accademia roveretana degli Agiati nell'opera di alcuni soci, Rovereto, Accademia roveretana degli Agiati, 2002.
• citerefrigottiAdriano Rigotti, Lagarina romana: storia antica e archeologia del territorio dal II sec. a.C. al V sec. d.C., Rovereto, Osiride, 2007, ISBN 978-88-7498-064-2.
• mwaj8Antonio Zandonati, La valle contesa: Terragnolo 1915-1918, Rovereto, Museo storico italiano della guerra, 2015, ISBN 978-88-7498-238-7.
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